PASQUA IN SICILIA: le celebrazioni più belle da non perdere!

La Pasqua in Sicilia è la ricorrenza che fin dai tempi più antichi e più di ogni altra, ha suscitato in tutto il territorio dell’isola, una intensa partecipazione popolare. Nel corso della Settimana Santa è un susseguirsi di rappresentazioni e processioni che hanno come intento quello della rievocazione e commemorazione della Passione, Morte e Resurrezione di Gesù Cristo. I cortei che si snodano per le vie delle città sono formati dalle confraternite delle arti e dei mestieri nei loro caratteristici antichi costumi, seguite dal clero con i paramenti quaresimali, nonché da simulacri di Gesù morto, della Madre sua in dolore e dagli altri personaggi che contornano la Passione di Cristo. Ma più spesso queste rappresentazioni sono impersonate dai fedeli che raffigurano con grande pathos i tristi momenti del Calvario di Gesù. La presenza attiva della gente è sentita a tal punto che, anche a livello emotivo, i sentimenti del dolore per la Morte prima e poi della gioia per la Resurrezione del Redentore, appaiono autentici per la teatralità che assumono nei vari passaggi del ciclo pasquale.

Forte è la simbologia che connota e caratterizza la Settimana Santa sia a livello decorativo degli scenari per la presenza di elementi ormai rituali quali il grano, il pane, il colore viola dei paramenti, i fiori ed altro sia anche a livello metaforico in quanto si vuole che la Pasqua, che cade sempre in Primavera, rappresenti il risveglio della Natura dopo il letargo invernale, e quindi la rinascita della Vita ed il trionfo del Bene sul Male.
Il Mistero Pasquale viene rievocato anche nei più piccoli centri di tutta la Sicilia per la voglia di non mancare alle tradizioni ma soprattutto per dare espressione ai propri, autentici sentimenti religiosi. Ma in alcune località le celebrazioni assumono una spettacolarità particolare tale da creare un’atmosfera di lutto e di dolore da cui è impossibile sottrarsi.

ecco le celebrazioni più spettacolari nell’isola:

Sicilia occidentale

TRAPANI: La rappresentazione dei Misteri è visibile in tre città isolane, Trapani, Marsala e Caltanissetta. La processione dei Misteri di Trapani si attua con delle statue e l’evento prevede un lavoro particolare delle varie maestranze coinvolte già durante i venerdi di Quaresima, quando si attua “a scinnuta dei misteri”, cioè quando il gruppo statuario che rappresenta il “misteri” di turno viene posto in evidenza rispetto agli altri. In tutto si hanno sei misteri che sono addobbati per l’occasione, a partire dalla Caduta al Cedron, alla flagellazione, fino ad arrivare all’Addolorata. Ogni misteri è affidato ad una particolare confraternita di artigiani e lavoratori. Durante questi venerdì di Quaresima i ragazzi trasportano a spalla dei fercoli con delle immagini sacre e poi andranno in giro per la città a raccogliere le offerte dei fedeli. Già dai primi giorni della settimana santa si hanno delle processioni: il martedì santo si ha la processione della Madonna dei massari, organizzata dai discendenti dei portatori delle masserizie, che in passato erano pagati dai contadini più agiati per trasportare i misteri e che poi furono esclusi dalla processione ufficiale del venerdì; il mercoledì santo è il turno dei fruttivendoli che organizzano la processione in onore della Madonna della Pietà per le vie cittadine fino alla rituale visita alla Madonna dei massari. Il venerdì santo si ha la processione più imponente di questi misteri con la partecipazione dei 18 gruppi lignei appartenenti alle maestranze più l’urna del Cristo morto e dell’Addolorata. Tale processione parte nel primo pomeriggio del venerdi, con l’accompaganento musicale, per terminare la mattina del sabato.

La Domenica delle Palme e’ un giorno particolare per Buseto Palizzolo, una cittadina che raccoglie poco piu’ di 3.000 anime e che e’ situata in provincia di Trapani. Si sta parlando della “Processione della Via Crucis” , una manifestazione dal notevole interesse religioso e folcloristico che prevede il coinvolgimento di 16 gruppi viventi che effettuano un percorso notturno per rievocare gli eventi della morte e risurrezione di Gesu’ Cristo. A Erice ci sono celebrazioni simili.


La Passione di Gesù a Partanna Mondello è una Sacra Rappresentazione, si tratta quindi di un ritorno alle origini del teatro, quello inglese, che trattavano sacre rappresentazioni e si svolgevano all’aperto, nelle piazze adiacenti le chiese. Anche la Sacra Rappresentazione di Partanna Mondello usa per lo sviluppo della scena luoghi all’aperto e scenari naturali il più perfettamente aderenti alle testimonianze evangeliche.La Rappresentazione si differenzia da tutte le altre manifestazioni che si svolgono nel periodo di Pasqua poiché:
1) non si tratta di una processione statica e figurativa, ma di una vera e propria recita di tipo teatrale dove l’azione e i dialoghi conferiscono vitalità allo svolgimento;
2) il testo non è tratto da autori vari (come l’Orioles) ma sfrutta tutti i dialoghi dei quattro Vangeli, anche se sono presenti dei pezzi inediti che vengono usati solo ed esclusivamente per conferire dinamicità all’azione e per rendere il tutto più comprensibile agli spettatori (pubblico prevalentemente di estrazione popolare).
Per le elaborazioni è quindi anche artistica e nello stesso tempo per il fine che si propone è soprattutto popolare; e proprio per non selezionare in alcun modo il pubblico lo spettacolo è completamente gratuito

I riti greci legati alla settimana santa hanno conservato il loro fascino all’interno della Piana degli albanesi, nel palermitano, dove si ritrovano cinque delle otto comunità albanesi presenti nell’isola. Qui resiste un clima di convivenza civile tra due diverse etnie, anche se la minaccia economico-sociale del sistema capitalista è sempre evidente. I riti pasquali di questa comunità iniziano con il canto “lazeri”, intonato dai giovani la settimana precedente quella di Pasqua per commemorare la resurrezione di Lazzaro; per l’occasione i giovani sono accompagnati dal sacerdote, il “papas”. La domenica delle palme si rievoca l’entrata di Cristo a Gerusalemme attraverso la processione del vescovo che cavalca un asino e che ha le mani occupate con un crocifisso ed una piccola palma. Il momento più atteso dai fedeli è la lavanda dei piedi attuata il giovedì santo, quando il sacerdote che impersona San Pietro accetta di farsi lavare interamente dal vescovo. Il momento migliore per ascoltare i canti tipici è il venerdì santo, quando si intonano i passi evangelici che narrano la passione e morte del Cristo, eseguiti durante la mattinata; il pomeriggio si ha invece il corteo dell’immagine del Cristo, preceduta dal Crocefisso deposto in un’urna ricca di fiori ed incenso ed accompagnata dai fedeli e dai canti funebri eseguiti dal sacerdote.
Il giorno del sabato santo è caratterizzato dai battesimi per immersione, dalla liturgia di S. Basilio, dal salmo della resurrezione, cantato, e dai sacerduti che indossano la veste bianca che sostituisce il lutto.
Il giorno di Pasqua, nella Cattedrale di San Demetrio, si ha la preparazione della “mensa”, che riunisce tutti i fedeli.

Tutta la settimana santa prevede vari eventi nel paesino Gangi, immerso nelle Madonie (Pa). Tutto inizia, ovviamente, la domenica delle palme, quando i vari esponenti delle confraternite, con i loro mantelli ricamati, attraversano le vie della città portando in spalla delle palme benedette. La preparazione di tale processione è molto particolareggiata e prevede un certo cerimoniale.
Sono coinvolte le confraternite cittadine, una decina. A turno, seguendo un preciso ordine ciclico, ognuna di loro ha il compito di provvedere alla raccolta delle palme e dei datteri, ed il conseguente peso economico dovuto alla raccolta. Le palme sono suddivise in gruppi di dieci, tante quante sono le confraternite, e suddivise tra esse tramite sorteggio. Dopo la suddivisione, le confraternite si predispongono per la processione. Intanto, altri esponenti delle confraternite hanno il compito di partecipare alla processione portando le insegne della confraternita d’appartenenza. Un esponente per confraternita ha il compito di portare in corteo il cero con il simbolo che rappresenta la confraternita stessa, cero sostenuto da un bastone. Il corteo attraversa la città e le confraternite hanno un posto assegnato in base allo ordine cronologico della loro fondazione. Il corteo segue varie tappe prestabilite, prima fra tutte di fronte la Chiesa madre dedicata a S. Nicola di Bari, dove le palme sono benedette. Il corteo procede ovviamente coinvolgendo i fedeli ma anche dei tamburi che accompagnano tutto il percorso fino al rientro nella chiesa madre. Il giovedi santo le confraternite si riuniscono nelle loro chiese attorno ad una tavola ricca di pani a forma di agnello e preparati con la farina di semola. Il venerdì santo si ha la processione di varie statue, che sono trasportate a spalla, e cioè quelle di Gesù nell’orto del Getsemani, di S. Maria della pietà, di Gesù e dell’Addolorata; le statue sono accompagnate dai confrati che trasportano i ceri.

La Domenica delle Palme a Caccamo (PA) si svolge la manifestazione U Signuruzzu a cavaddu, cerimonia di origine orientale che vanta il titolo della più antica manifestazione tradizionale. Rievoca l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, una sfilata per le chiese principali con un chierichetto che a dorso d’asino, elegantemente bardato ed infiorato, benedice gli astanti. Il chierichetto è il più piccolo degli aspiranti russuliddi, in abito talare ed accessori di colore completamente rosso. Questa manifestazione, che annunzia la venuta di Cristo in terra, è organizzata dalla Chiesa Madre di San Giorgio Martire. Quello che distingue questa tradizione è l’età dei protagonisti, difatti, sia Gesù che i dodici apostoli sono impersonati da ragazzi, che reggono in mano lunghi rami di palme che – lungo il percorso – si intrecciano formando degli archi sotto i quali transita il festeggiato.

Caccamo, signuruzzu a cavaddu

La domenica di Pasqua della cittadina di Prizzi (Pa) prevede l’abbellimento della via principale e l’incontro delle statue del Cristo risorto e di Maria Addolorata, scortata da due angeli che portano in mano una lancia. Ai piedi delle due statue si trovano due figuranti che, con tute rosse ed una maschera in viso, impersonano i diavoli che devono baciare i piedi delle due statue prima del loro incontro. Essi hanno una catena in mano e sono accompagnati da un altro figurante in tuta gialla e con una balaustra in mano e che rappresenta la morte. I tre hanno il compito di disturbare e di ritardare l’incontro tra Madre e Figlio muovendo le loro armi e ballando ai loro piedi, finchè, dopo 3 tentativi d’incontro, la Madre riconosce il Figlio e si libera del manto nero del lutto per rivelare il vestito della gioia, in colori più tenui; In questo momento intervengono i due angeli per colpire i diavoli con le loro lance. Ma i due si devono subito separare per poi arrivare ad un successivo incontro, preceduto da un momento più profano che prevede la presenza musicale, altri movimenti dei tre figuranti già citati che disturbano i fedeli per raccogliere le offerte cheandranno a coprire le spese dell’affitto dei costumi.
Il terzo incontro prevede un ulteriore intervento dei due angeli che colpiscono i due diavoli, il simbolo del male, mentre la morte non è toccata perchè è gia stata sconfitta dal Cristo. Anche in questo caso la Madonna si libera del manto nero. Si hanno poi altri due incontri tra le due statue. La lotta tra bene e male ha un’ulteriore rappresentazione, sempre a Prizzi, ma stavolta dal sapore piu’ profano rispetto alla precedente. Alcuni cittadini si travestono da “diavoli” grazie all’ausilio di grandi maschere torve e costumi rossi ed attraversano la citta’ con l’intento di prendere dei prigionieri da condurre all’inferno. Tale luogo altro non e’ che una comune osteria dove i “dannati” sono obbligati a bere vino e ad offrirlo ai presenti. Solo a tarda sera, quando oramai le botti saranno svuotate, interverra’ la Vergine, accompagnata da uno stuolo di angeli, a liberare i malcapitati, nonostante un ulteriore intervento dei maligni che cercheranno ancora di corrompere i malcapitati offrendo dei dolci.


Sicilia orientale

La domenica di Pasqua ad Adrano, in provincia di Catania, si effettua “La diavolata”, una rappresentazione sacra d’origine medievale. Essa si effettua nei pressi della piazza cittadina principale sfruttando come scenario ideale il Castello-Museo cittadino. In questa zona e’ costruito un palco che ospitera’ cinque diavoli vestiti di rosso che escono da una botola accompagnati da fiammate e fumo, Lucifero, la Morte – indossa un abito raffigurante uno scheletro – ed un angelo – e’ rappresentato da un bambino -. L’evento e’ costituito da una serie di discussioni sul bene e sul male e si conclude quando l’Angelo costringe i diavoli a pronunciare la frase “Viva Maria”.

Il Lunedì di Pasqua a Forza D’Agrò (ME) la tradizionale “Festa dell’Alloro” e la “Processione dei Sacri Oli”. I Forzesi, per lo più i giovani, si riuniscono in gruppi, ciascuno dei quali realizza degli stendardi d’alloro con foglie disposte su un telaio di canna o di legno, in onore della SS. Trinità. Dopo la premiazione delle “opere” migliori, tutti gli stendardi d’alloro, la confraternita e tutta la moltitudine dei Forzesi e dei turisti, provvisti del tradizionale ramoscello di foglie d’alloro, accompagnati dalla banda musicale, si partono dalla Chiesa della Triade percorrendo in corteo la lunga Via SS. Annunziata. Giunti nella piccola Piazza Sant’Antonio, proprio alla fine del paese (come a voler ricreare un legame con la chiesa di San Michele al Casale o addirittura col Tempio dei monaci basiliani), da parte dell’Arciprete forzese avviene la benedizione dell’alloro, che ognuno tiene bene in alto, e del Sacro Olio.


Sicilia sudorientale

A Modica (Rg), il giorno più caratterristico dei festeggiamenti pasquali cade proprio il giorno di Pasqua, quando il simulacro della Madonna ancora in lutto è portato in processione per la via pricnipale della città, il corso Umberto; quando si scorge da lontano la statua del Cristo risorto, la processione prevede l’incontro delle due statue, la liberazione dal manto nero della Madonna ed il volo di colombe. L’evento è noto con l’espressione di “Madonna Vasa-Vasa” perchè, nel momento dell’incontro, le due statue si avvicinano per un bacio. Tale bacio si ha nella piazza S. Domenico, vicino il Palazzo di città. Tale festa risale al ‘600 ed ha origini spagnole.

A Noto ha luogo una processione simile.

La domenica delle palme è molto particolare a Scicli, in provincia di Ragusa, perchè si festeggia S. Maria della Pietà. Il simulacro che la simboleggia ha una storia così particolare che trascende la leggenda: pare che agli inizi dell’anno Mille la statua è stata ritrovata nella piccola chiesa di S. Maria della Cava; la statua era venerata sin dai primi anni di diffusione del Cristianesimo, ma fu dimenticata quando intorno il 700 arrivarono i Saraceni nell’isola ed i Cristiani, per sottrarla dalle mani mussulmane, la nascosero; dopo il suo ritrovamento e la costruzione della Chiesa S. Maria la Nova, ad essa furono affiancate le statue delle pie donne e Cristo morto. Attualmente il gruppo statuario è portato in processione fino alla Chiesa del Carmine e per le vie cittadine ed esso è posto all’interno di una vara ed il Cristo è raffigurato quando oramai è disceso dalla croce, con le braccia e le gambe quasi staccate dal resto del corpo. In questa ricorrenza alla Madonna sono offerte delle composizioni di foglie di palma, denaro ed ex-voto.  Anche il resto della settimana santa è molto particolare in queta cittadina. Il venerdì santo si ha una particolare processione: la statua di S. Maria Addolorata è prelevata dalla chiesa di S. Giovanni Evangelista per giungere in processione alla chiesa di S. Maria La Nova, dove il simulacro del Cristo morto è prelevato; la processione continua per tutto il giorno; la domenica di Pasqua si ha la celebrazione dell’ “Uomo Vivo”, costituita da 2 processioni; la prima si svolge la mattina, quando il SS. Sacramento è portato per le vie della città, per poi far ritorno nella chiesa di S. Maria La Nova per essere sostituito con il simulacro di Gesù risorto, il soggetto della seconda processione che poi verrà riportato nella chiesa del Carmine dove resterà per qualche ora, visto che la processione riprenderà nel pomeriggio per concludersi la sera quando il simulacro è riportato nella Chiesa di S. Maria La Nova. Da ricordare che a Scicli il Signore ha vari appellativi, uno fra tanti è “U gioia”.

I Riti della Settimana Santa a Ferla (SR). La festa ha inizio la Domenica delle Palme, con una lunga processione dove la gente porta con sè palme e rami di ulivo, la processione si conclude con il tradizionale rito religioso e la benedizione delle palme.

A S. Biagio Platani (Ag) i devoti della Madonna e del Signore trovano un motivo di gara la domenica di Pasqua, quando hanno il compito di preparare gli addobbi che vanno ad abbellire il corso principale cittadino e che consistono in mosaici, strutture archittettoniche, fontane … il tutto per riprodurre eventi biblici in onore della Resurrezione del Cristo. Gli addobbi, preparati con materiale vario come i cereali e vegetali di vario tipo e con molta cura dai due gruppi di devoti facenti capo a due confraternite diverse, quella del SS. Sacramento e del SS. Rosario, sono realizzati in gran segreto e servono per abbellire la via principale, scenario dell’incontro tra il Cristo risorto e la Madre.

 

About the Author:


Leave a Comment!

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *